BACCHILEGA
Abbiamo intervistato Christian Fossi, vicepresidente della Coop di giornalisti e giornaliste, nonché casa editrice, Bacchilega. Bacchilega, nota soprattutto per le sue opere di storia locale e l’attenzione alle tematiche legate alla memoria e alla Resistenza dei popoli vittime di totalitarismi e stermini, vanta anche una deliziosa collana Junior, dedicata a ragazzi e ragazze. Nel suo “palmarès” spicca il SuperPremio Andersen 2021 per Io sono foglia di Angelo Mozzillo e Marianna Balducci, ripubblicato di recente da Mondadori.
La prima domanda è su Bacchilega. Quali sono i temi che trattate?
Bacchilega nasce come casa editrice di un organo di informazione che è dal 1962 a Imola. Abbiamo cominciato con una serie di pubblicazioni legate ai valori della Resistenza e alla storia locale.
Poi, negli ultimi 15-20 anni abbiamo sviluppato anche un ramo di editoria per bambini e bambine.
Ovviamente, essendo la nostra una piccola realtà, abbiamo cercato di portare avanti pochi progetti ma di qualità. Eppure negli ultimi anni non ci bastava più proporre la sola qualità, perché sono tantissimi, come vedete, gli editori di qualità che potete incontrare qui in Fiera a Bologna.
Perciò noi, che non abbiamo le forze di un grande gruppo, abbiamo deciso di tirare fuori tutti quei valori che ci caratterizzano come casa editrice e di concentrarci su pubblicazioni che abbiano anche un significato.
Siamo una cooperativa di giornalisti e giornaliste che si è trovata a fare editoria per affinità. Abbiamo un nostro punto di vista, una nostra storia, ed è questo che abbiamo voluto portare sempre più anche nell’editoria per l’infanzia.
Un payoff che usiamo da qualche anno è “coltiviamo giovani lettori e lettrici”: perché l’importante per noi è trasmettere a persone giovani e molto giovani una certa visione del mondo. Magari inconsapevolmente si affezionano a una storia, all’inizio senza nemmeno ragionarci troppo, e poi se la portano dietro, nel loro bagaglio.
Partendo da quel che siamo (una cooperativa) e da quello che sappiamo fare, abbiamo cercato di sviluppare dei progetti non in solitudine, ma insieme al gruppo di soci e socie, a persone esterne e alla comunità. La cooperazione tra cooperative e l’attenzione alla comunità sono del resto due dei sette principi cooperativi. Quindi la nostra visione di futuro (e di presente) prevede di creare percorsi di valore con chi ha la nostra stessa visione del mondo. Siamo una realtà antifascista e nei nostri libri crediamo di aver fatto un importante lavoro sulla Resistenza, sui valori della Resistenza e sull’importanza della memoria, della memoria viva, non quella che si delega ai libri di storia o al nozionismo, ma quella attiva a cui dedicarsi con impegno.
Abbiamo pubblicato libri che parlano di inclusione in maniera dolce e delicata, quindi adatta a un pubblico anche piccolo, che propongono mondi in cui siamo tutti e tutte a un tempo diverse e uguali, con la stessa dignità di persone. Questo è quello che tentiamo di trasmettere. Ci piace collaborare con altre associazioni e realtà, per realizzare progetti plurali. Lavorare in sinergia non significa per noi partire con il budget già deciso: facciamo anche delle scommesse imprenditoriali, ma quel che più ci interessa è farle insieme. Talvolta alcuni percorsi nascono anche con le spalle coperte. Siamo una casa editrice, dobbiamo arrivare a fine anno in positivo, altrimenti la nostra esperienza editoriale finisce! Però la nostra resta un’ottica cooperativa, quindi collaborativa, per dare maggiore valore aggiunto e significato, per creare sinergie con le altre associazioni. Ad esempio, stiamo portando avanti un importante lavoro sulla memoria con Anpi e le associazioni di Monte Sole (di digitalizzazione delle fonti nell’Archivio della Memoria, sviluppo di laboratori didattici e valorizzazione del Parco Storico di Monte Sole come museo a cielo aperto). E poiché la nostra produzione di libri senior e di editoria della storia locale è molto legata alla Resistenza, vogliamo portare anche al pubblico giovane gli stessi contenuti.
Oggi ci sembra che purtroppo ce ne sia più bisogno che mai. E quindi raccontare, attraverso le storie, dei valori, per renderli accessibili a chiunque, non necessariamente solo ai bambini e alle bambine. Siamo alla Bologna Children Book Fair, quindi potete vedere non solo da noi, ma anche da altri editori, la capacità, la grandezza ogni artista che fa illustrazioni e storie per bambini e bambine: ci sono storie stupende, opere d’arte incredibili sotto forma di libro, quindi un libro etichettato come libro per l’infanzia non è necessariamente solo per l’infanzia. Può essere un bel regalo anche per un pubblico adulto, di qualsiasi età. Noi abbiamo albi illustrati che di fatto sono libri per tutte le età.
Quindi consideri il vostro anche un lavoro di militanza? Ha senso secondo te parlare di narrativa militante? Ha senso rispetto a bambine e bambini, o non rischia di piovere loro dall’alto, come un’imposizione desiderata dall’alto?
No, guarda, “desiderato dall’alto” nel nostro caso non può esistere, perché noi siamo una cooperativa, quindi da noi c’è controllo democratico, c’è un organigramma, però la linea editoriale rispecchia quantomeno la maggioranza dei soci e delle socie, altrimenti i vertici devono cambiare. È così in tutte le cooperative, da quelle di consumo a quelle di lavoro: se non si rispettano i valori condivisi diventa un problema anche per i vertici, quindi non c’è imposizione dall’alto, ci autodeterminiamo. L’autodeterminazione della cooperazione è uno dei valori che portiamo, insieme alla solidarietà, all’attenzione per l’ambiente… Per esempio, nel libro di Arianna Papini, Odore di bombe profumo di pioggia, abbiamo cercato di non parlare di mal tempo, che a nostro avviso è sbagliato (e questo è anche un po’ dovuto alla nostra formazione giornalistica): siamo davanti a un palese cambiamento climatico, bisogna ragionare su questo, e ragionarci con lo sguardo e la sensibilità dell’infanzia, leggendo una bella storia che magari aiuta a fare percorsi più consapevoli da grandi.
Per quanto riguarda invece l’inclusione, è una parola che vi piace?
L’inclusione è un altro dei nostri valori fondanti: uno dei sette principi cooperativi è la porta aperta, in base alle possibilità di scambio mutualistico. Quello cooperativo, e dunque anche il nostro, è già un modello societario inclusivo. Dopodiché l’inclusione per noi passa per i temi che trattiamo, perché i temi che trattiamo sono inclusivi. Tutti i bambini e le bambine hanno come istinto quello di crescere in un ambiente collettivo, attento alla diversità di ognuno, alle diverse aspirazioni e non all’omologazione a tutti i costi, che è sicuramente un ambiente più ricco. Ed è questo che, anche per noi, significa inclusione. Sto evitando di citare un libro piuttosto che un altro, per non fare favoritismo, perché per noi tutti i nostri titoli sono importanti…
… E infatti la prossima domanda sarebbe stata qual è il libro del vostro catalogo che preferisci?
Non si può dire. Mettimi piuttosto le dita nel frullatore!
Qual è quello di cui siete più orgogliosi per un motivo specifico?
Guarda, potete iniziare a torturarmi, e comunque non avrete risposta! Sono tutti diversi ma parimenti validi. Per noi sono tutti percorsi di valore, anche se non hanno necessariamente uguale successo di pubblico. Noi facciamo pochi libri l’anno, però quelli che pubblichiamo li facciamo perché pensiamo che abbiano un senso. Non siamo una casa editrice da 20-50 libri l’anno. Ne facciamo poche unità, specie per ragazzi e ragazze, ma li facciamo in quest’ottica che vi ho descritto, pensando ai nostri pilastri. E se non hanno successo, non per questo proviamo meno attaccamento o preferiamo l’uno all’altro. Anche nel nostro catalogo ci sono i libri che vendono tantissimo e quelli che vendono poco, ovviamente. È così, credo, per tutti gli editori.
A tal proposito, come scegliete i titoli da pubblicare? E che tipo di autori e autrici prediligete per l’infanzia? Sperimentate con esordienti oppure preferite comprare diritti di titoli esteri, o altro?
Titoli esteri per ora no, non ne abbiamo ancora comprati. Anche se è qualche cosa che potremmo valutare già nel futuro prossimo. In generale, avendo convertito la produzione in una produzione valoriale, rispetto a quanto accadeva in passato notiamo ora una scrematura naturale degli autori e delle autrici, sia esordienti sia già di una certa fama: è una “selezione naturale”, volendo scomodare Darwin.
Che tipo di pubblico cercate di creare per i vostri libri?
Un pubblico più consapevole, perché se da molto giovani ci si abitua a farsi leggere un libro dai genitori, dalla sorella o dal fratello maggiore, si arriva a un certo punto ad andare a letto con quel libro, e va benissimo anche se è un fumetto della Marvel, ben venga! Ben venga che si leggano i fumetti o i manga, perché quando, crescendo, cambiano gli interessi, è più facile che si inizino a leggere le notizie, che si sappiano distinguere quelle vere dalle bufale, che si abbiano chiavi di lettura del mondo e, accanto a interessi adulti, che si continuino, perché no, a coltivare quelli di quando si era ragazze o ragazzi. La nostra idea è seminare valori, che possono essere condivisi o meno. Siamo sicuri di non piacere alla totalità, ma speriamo di piacere alla maggior parte del pubblico.
A proposito di questo, e forse potrebbe anche essere l’ultima domanda, perché hai detto un sacco di cose che hanno già risposto a quel che ti avremmo chiesto… a proposito di non piacere, avete mai subito censure o ostracismi? Avete sempre avuto una buona accoglienza di pubblico?
Non abbiamo avuto problemi di alcun tipo perché i nostri non sono valori nascosti. Noi non vogliamo mandare un messaggio subliminale: diciamo chiaro e tondo che casa editrice siamo e cosa facciamo. Se ti piace un nostro libro, te lo compri, se non ti piace vai ad acquistare i libri di quegli editori che alla Fiera del Libro di Torino dell’anno scorso hanno creato un po’ di dibattito.
…Insomma, ce ne sono tanti di editori.
Scremate anche i vostri lettori!
No, no, no, assolutamente, siamo molto inclusivi, ribadisco. Però è una selezione che vien da sé, in base agli interessi dell’acquirente, esattamente come per il cibo, per gli sport, per la cultura in generale. Essendo chiaro anche nelle descrizioni sintetiche dei libri qual è la nostra visione del mondo, non generiamo fraintendimenti. Non ci vogliamo vendere per quello che non siamo. Possiamo piacere o non piacere, però non ci possono venire a criticare perché di un qualche nostro libro pensavano fosse qualcosa che poi in realtà non era. È un’accusa che non ci ha mai mosso nessuno perché la trasparenza è un fondamento del nostro approccio. Forse anche questo è un portato dell’esperienza che abbiamo nell’informazione. Anche l’informazione, lo vedete sui titoli nazionali, poi si rivela per quel che è, si riesce a capire qual è il pulpito, quindi non ha senso nascondere il proprio punto di vista a chi legge.
Il fatto che abbiate una profonda formazione e pratica di giornalismo è quindi un valore aggiunto.
Chi scrive per noi però non ce l’ha…
Avete un’idea molto chiara della comunicazione.
E poi siamo il calzolaio con le scarpe rotte, però!
Ma almeno con le scarpe altrui avete chiarissimo come fare. Siete trasparenti e avete chiari i valori che devono passare. E a questo proposito l’ultima domanda… Un consiglio per noi che stiamo nascendo. Noi piccolo service editoriale, con le nostre illustratrici, correttrici di bozze, e la nostra associazione di promozione di valori così simili ai vostri…
Siate voi stesse. Senza abbattervi, quando incontrate delle difficoltà. A noi piace molto lavorare insieme ad altre realtà. È uno degli elementi chiave del nostro approccio presente e futuro all’editoria. Per noi questa è una formula vincente e sulla quale non poniamo copyright. Anzi, bisogna essere anche qui inclusive e diffonderla. Il confronto molte volte aiuta anche a evitare cantonate.






