Ti posso fare una domanda?
Spesso le persone tremano a sentire queste parole perché già sanno che preannunciare la domanda sottintende che la domanda sará un po’ scomoda. Ma, soprattutto, perché sanno che verrà posta ugualmente. Non tutte le curiosità vanno necessariamente soddisfatte, ma se proprio dobbiamo toccare un argomento spinoso cerchiamo almeno di non pungere chi ci deve rispondere!
È maschio o femmina?
No, non ci troviamo nel momento topico di un gender reveal party, ma può capitare a volte di non riuscire a capire il genere della persona davanti a noi, questione rilevante in realtà solo se ci dobbiamo interagire e vogliamo evitare di offendere usando i pronomi sbagliati (altrimenti è soltanto curiosità morbosa e va tenuta a bada).
Che fare, dunque? Come rivolgerle la parola senza offenderla o metterla in difficoltà?
Spesso la risposta è particolarmente semplice da trovare: basta ascoltarla parlare di sé. È infatti probabile che si presenti con un nome chiaramente maschile o femminile o che parli di sé usando pronomi, aggettivi e participi passati declinati nel modo per lei corretto.
E tanto basta per adeguare la comunicazione.
Questa soluzione presuppone ovviamente una conversazione…
Come comportarsi invece nelle situazioni in cui l’interazione è minima e la prima battuta tocca a noi?
Chiedere esplicitamente i pronomi preferiti rischia di creare disagio, sia perché costringe a un coming out forzato, sia perché sottolinea la confusione generata dall’aspetto della persona in quel momento involontariamente sotto i riflettori.
La soluzione migliore è quindi imparare a usare un linguaggio quanto più neutro possibile, e, anche se a pensarci può sembrare macchinoso, le possibilità ci sono e non sono così complesse.
Prendendo esempio da nostre esperienze lavorative reali, invece di chiedere “sei studente/studentessa?” basta chiedere “studi/hai il badge universitario?” oppure invece di “sei iscritto/iscritta?” si potrebbe usare “hai già la nostra tessera?”.
Il bello di questo approccio è che allenarci a trovare formule neutre ci insegna, in modo sempre più automatico, a usare un linguaggio inclusivo che può esserci utile in ogni situazione, anche quando la domanda iniziale non ce la siamo nemmeno posta.
E tu? Hai in mente domande spinose che non sai come porre? Scrivici e proveremo a formularle meglio insieme. Seguici e scoprirai quali altre domande spinose magari fai già, senza rendertene conto!
Illustrazione: Claudia Marulo – @claudiamarulo_illustrations
